André-Marie Ampère (22 gennaio 1775 - 10 giugno 1836), fu un fisico francese che viene generalmente accreditato come uno dei principali scopritori dell'elettromagnetismo. L'unità di misura della corrente elettrica, l'Ampere, porta il suo nome.
Ampère nacque a Poleymieux-au-Mont-d'or, vicino a Lione. Suo padre gli insegnò il latino, ma smise scoprendo la maggior inclinazione e attitudine del figlio nei confronti della matematica. Il giovane Ampère, comuque, riprese presto le sue lezioni di latino, che lo resero in grado di padroneggiare i lavori di Eulero e Bernoulli.
Quando Lione venne catturata dall'esercito della Convenzione, nel 1793, il padre di Ampère, che, reggendo l'incarico di giudice di pace, aveva preso una ferma posizione contro i precedenti eccessi rivoluzionari, venne all'improvviso gettato in prigione e poco dopo perì sul patibolo.
Nel 1796 incontrò Julie Carron, e tra i due si sprigionò dell'affetto e nel 1799 si sposarono. A partire dal 1796 Ampère dava lezioni private a Lione in matematica, chimica e lingue; e nel 1801 si spostò a Bourg, come professore di fisica e chimica, lasciando la sua moglie inferma e il figlio piccolo a Lione. La moglie morì nel 1804, ed egli non si riprese mai dal duro colpo. Nello stesso anno venne nominato professore di matematica.
La fama di Ampère è dovuta principalmente al servizio che rese alla scienza, nello stabilire le relazioni tra elettricità e magnetismo, e nello sviluppo delle scienza dell'elettromagnetismo. L'11 settembre 1820 seppe della scoperta di H. C. Ørsted, che un ago magnetico reagisce a una corrente voltaica.
Ampère morì a Marsiglia ed è sepolto nel Cimitero di Montmartre, a Parigi. La grande affabilità e la semplicità fanciullesca del carattere di Ampère, sono ben delineate nel suo Journal et correspondance (Parigi, 1872).