C'era
una volta...
una donna di nome Marisella che
aveva un unico figlio, Tonio. Il padre di Tonio era partito
per cercar fortuna molto tempo prima e non era ancora tornato.
Marisella aveva insegnato al ragazzo l'onestà e il
rispetto degli altri e lui era cresciuto tanto buono, ma così
ingenuo al punto di essere considerato tonto. Nello stesso
paese viveva Giuan, un ragazzo prepotente e presuntuoso, che
aveva radunato attorno a sé un bel gruppetto di bulletti
che spadroneggiavano in lungo e in largo per il paese. Un
giorno Tonio incontrò un omone goffo e impacciato che
era stato vittima degli scherzi di Giuan. Tonio l'aiutò
a ripulirsi e gli offrì da mangiare e l'omone riconoscente
gli regalò due oggetti magici: un tovagliolo che imbandiva
una tavola con ogni genere di cibo quando gli si ordinava
"apparecchia!" e una borsa che si riempiva d'oro
quando le si chiedeva "vorrei un soldo". Tonio ringraziò
molto l'omone e si diresse subito verso casa per mostrare
alla madre i doni ricevuti, ma lungo la strada incontrò
Giuan e la sua banda di bulli. "Che cos'hai in quella
cesta?" chiese brusco Giuan e Tonio ingenuamente gli
mostrò la borsa e il tovagliolo e gli spiegò
anche di quali poteri erano dotati. Naturalmente Giuan si
impossessò sia del tovagliolo che della borsa e riempì
di bastonate il povero Tonio. Il ragazzo non aveva il coraggio
di tornare a casa così lacero e pieno di lividi, sua
madre avrebbe certo capito che era stato vittima di nuovo
delle cattiverie di Giuan e ne avrebbe sofferto. Era perso
in questi pensieri quando incontrò di nuovo l'omone
che, vistolo così male in arnese gli chiese cosa gli
fosse capitato. Tonio gli spiegò l'accaduto e l'omone
gli diede una canna di bambù e gli disse che quella
lo avrebbe aiutato a difendersi. Era una canna magica e lui
avrebbe dovuto capire quando e come usarla. Poi scomparve
di nuovo. E Tonio si trovò ancora una volta da solo
a fronteggiare Giuan e i suoi compagni. Stava per avere ancora
la peggio quando finalmente trovò il coraggio di ribellarsi
e disse "Adesso basta, non accetterò più
le tue angherie. Voglio restituirti colpo per colpo quello
che mi hai dato". Si stava preparando a difendersi quando
la sottile canna cominciò a ruotare come animata da
un tornado e calò sul branco di bulli che in un istante
si disperse. Restarono a terra solo la borsa e il tovagliolo
rubato. Tonio li raccolse, prese la canna di bambù
e rientrò a casa. Mostrò a sua madre i doni
ricevuti, le parlò dell'omone e lei con un sorriso
gli disse "Anch'io ho una sorpresa" e gli indicò
l'omone che stava entrando. "Lui è tuo padre e
quei doni li ha ricevuti da un potente mago per il quale ha
lavorato. Dovevano servirti a crescere e lo hanno fatto".
E da quel momento vissero tutti felici e contenti.
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