Il coniglio domestico europeo deriva dal coniglio selvatico, ancora presente, apparentemente immutato dalla forma ancestrale, nelle zone a clima temperato del nostro continente. Purtroppo pochissimi sono i reperti archeologici su cui ci si può basare per la ricostruzione sia della forma sia della diffusione del coniglio in tempi preistorici. Tuttavia è probabile che i conigli, o i loro predecessori, migrarono dall' Asia all' Europa all' inizio dell' era terziaria. Tracce di questo passaggio si sono difatti trovate in Belgio , Germania e Francia. La grande glaciazione dopo il Pliocene spinse i conigli nelle regioni
sud occidentali dell' Europa e in quelle dell' Africa mediterranea dove ebbe origine l' attuale coniglio selvatico. Quì, verso il 1100 a.C., lo scoprirono i Fenici e poi i Romani. Per tutto il periodo imperiale di Roma antica comunque il coniglio continuò a rappresentare il simbolo della
Spagna. Dopo la caduta dell' impero romano
l'iniziale allevamento del coniglio fu abbandonato.
Il vero addomesticamento della specie, che comprendeva anche la riproduzione in cattività,
ebbe inizio nei monasteri a partire dal 1700 e da
allora cominciarono ad essere selezionati i
soggetti che presentavano caratteristiche
particolari, frutto di mutazioni naturali. Si diffusero così nuove colorazioni della pelliccia e
anche importanti variazioni morfologiche prime fra
tutte l' aumento della taglia corporea e della
lunghezza delle orecchie, in altre parole
cominciavano a delinearsi le caratteristiche delle
attuali razze domestiche. Già nel 1700, oltre all' ancestrale mantello color lepre erano conosciute
ben 7 differenti mutazioni di colore, tra cui anche
stesso secolo ebbe inizio un' altra importante mutazione: la comparsa del pelo d' angora. Ma è soprattutto nella seconda metà del secolo scorso, dopo la scoperta delle leggi dell' ereditarietà di
Mandel, che prese piede la differenziazione di
nuove razze; i conigli risultarono alla fine
diversissimi tra loro, pur avendo in comune il piccolo e bruno coniglio selvatico. Delle 50 e più razze diffuse attualmente al mondo, lo standard
italiano ne conta una quarantina, per ciascuna
delle quali sono fissati i criteri di valutazione e
i punteggi per la classificazione. L'allevamento
del coniglio a scopo zootecnico ha assunto nel
nostro paese grande importanza.
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